San Secondo Parmense, importante centro della pianura compresa tra Parma e il fiume Po, si trova a 18 Km nord-ovest del capoluogo, sulla strada che collega Parma a Cremona.
Il territorio di San Secondo e le terre del Pizzo vennero ceduti, nel 1365, dai Canonici della Cattedrale di Parma a Bertrando e Giacomo Rossi, nipoti di Ugolino vescovo di Parma, e da allora il potente casato vi esercitò piena giurisdizione civile e criminale.
Nel 1466, dopo un secolo dall'acquisizione del feudo da parte della sua famiglia, Pier Maria Rossi detto il Magnifico si dedicò alla costruzione di un castello, la Rocca dei Rossi, che fungesse da elegante residenza e da struttura fortilizia del nucleo abitativo.
Situata a ovest dell'abitato, la Rocca si apre su un ampio piazzale e, nel corso dei secoli, ha subìto notevoli trasformazioni. Già nel XVI secolo venne fortemente alterata dal duca di Parma che, per arginare la riottosità locale, demolì le strutture difensive e chiuse i fossati, riducendola a mera dimora residenziale. Nel secolo XVIII gli ultimi proprietari intervennero con pesanti demolizioni sulle strutture propriamente castellari, lasciando, per fortuna, quasi integro l'imponente apparato di affreschi, ancora oggi perfettamente conservato.
L'impianto decorativo venne avviato nel XVI secolo, sotto i governi di Pier Maria il Giovane e di Troilo II, presumibilmente tra il 1525 ed il 1580. In mezzo secolo tutte le sale del piano nobile vennero fatte affrescare dai migliori artisti del tempo.
La Sala dell'Asino d'oro, con affreschi su modello del celebre romanzo di Apuleio, presenta forti influssi mantovani, per gli interventi, tra il 1525 ed il 1535, di allievi di Raffaello e di Giulio Romano.
Ad Orazio Sammacchini vennero commissionate, attorno al 1560, le splendide sale di rappresentanza, di ispirazione mitologica.
Il Bertoja, il Baglione, il Mirola, il Procaccini ed altri operarono nella superba Sala delle Gesta Rossiane (1570 ca.) per illustrare la grande storia della famiglia, rappresentando la potenza e il blasone di un casato che, a ragione, non si riteneva secondo a nessuno. La sala presenta un apparato architettonico ed iconografico imponente: 20 metri di lunghezza, 11,65 di larghezza e 14 ca. di altezza, oltre 1.200 metri quadrati di affreschi. Tra grottesche ed allegorie spiccano tredici quadri-arazzo raffiguranti altrettanti episodi eminenti dei vari membri del casato, a partire dal 1199 per giungere sino al tempo di Pier Maria il Giovane, padre del committente.
Dal 1996 la Rocca dei Rossi è aperta al pubblico ed è meta d'interesse di numerosi visitatori, teatro unico dei festeggiamenti legati al Palio delle Contrate (nel primo finesettimana di giugno) ed alle visite spettacolo notturne "Arte e suggestioni in Rocca", solitamente la sera di ogni ultimo sabato di mese, con l'intervento di numerosi figuranti in abiti storici.
San Secondo Parmense presenta altri importanti monumenti. Alla fine del XII secolo risale a Pieve di San Genesio, che sorge isolata nella campagna. Recenti restauri le hanno ridato l'antica dignità, dopo gli abbattimenti e le alterazioni del XVIII secolo. L'Oratorio del Riscatto (o di San Luigi), realizzato nel 1727-28, è significativo per la sua unitarietà stilistica. Particolare interesse riveste l'Oratorio della Beata Vergine del Serraglio, costruito nel 1684, a pianta centrale con absidi alternate, poligonali e tonde e significativi affreschi di grandi artisti, quali Sebastiano Ricci e Ferdinando Galli Bibiena. Nella Chiesa Parrocchiale si trovano dipinti del Chiavegiano, Antonio Bresciani, Gervasio Gatti, Panfilo Nuvolone.
Nella zona si produce un salume tipico, la Spalla di San Secondo, che solitamente viene servita cotta e calda, a volte anche cruda, quando ben stagionata. La si può abbinare ad un vino rosso chiaro, dolce e frizzante, non facile da trovarsi, ma piacevolissimo, la Fortanina. I tipici prodotti vengono festeggiati, con una fiera dedicata, l'ultima domenica di agosto.